13 dicembre 2018

LA SOLIDARIETA’ E’ SEMPRE UN GESTO PERSONALE

 

GIA’ PARTITI 50.000 EURO PER OSPEDALI APERTI IN SIRIA, UNITI “SOTTO LO STESSO CIELO” PER UN GESTO DI CONCRETA CARITA’

 

Oltre 1000 presenti, 300 volontari, una presenza consistente di autorità, imprenditori, docenti, esponenti delle associazioni di categoria, associazione di volontariato, come la Croce Rossa di Padova, Mani unite per Padova, Medici in strada, Ass. Down Dadi e tanti giovani: questi i numeri della Cena di Santa Lucia 2018, diciassettesima edizione dell’ormai consueta serata di solidarietà promossa dall’omonima Onlus.

Il tema che ha sostenuto la serata è stato quello scelto dall’Associazione Volontari per lo Sviluppo Internazionale (AVSI) per la sua campagna natalizia, “Sotto lo stesso cielo, uomini e donne con lo stesso bisogno, dalla Siria al Venezuela, dall’Italia al Kenya”, titolo rappresentato dalle immagini di due padri e due figli che sembrano osservarsi anche se in realtà sono a tremila chilometri di distanza, chi nel nostro Paese e chi nella martoriata terra siriana.

Nel Salone 11 della Fiera di Padova, tra il palco, i grandi schermi e gli oltre 100 tavoli la vera protagonista della serata è stata dunque la “solidarietà senza confini”, quella che spinge a superare diffidenze e riserve ed apre il cuore a farsi carico di un bisogno simile e reciproco: quello di vivere, cercare, amare e costruire.

Come ha detto Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, “i progetti di cooperazione internazionale sono pensati perché le popolazioni povere del mondo possano tornare a ‘mangiare il pesce’ e anche perché ‘imparino a pescarlo’, secondo un vecchio, ma sempre valido slogan. Ma lo fanno innanzitutto ricreando legami, riattivando il desiderio di guardarsi, di capirsi, di condividere la vita e di aiutarsi. E non c’è dubbio che questo è ciò che più serve anche a noi, che pure viviamo nel benessere. Dietro a tanto nostro disagio infatti c’è solitudine, isolamento, desertificazione dei rapporti e dei legami umani. Ma non c’è bene senza relazioni. La solidarietà nasce quando io mi faccio carico di un tu”. Vittadini ha poi così concluso: “E’ sempre un bene personale, quello che si realizza, un rapporto uno a uno che diventa reale e che incarna in un luogo e in un giorno particolare”.

Parole che sono state riproposte dal presentatore della serata, Riccardo Bonacina (volto televisivo, giornalista ed editore di Vita, la più nota testata del Terzo Settore) a Gianpaolo Silvestri (segretario generale di Fondazione AVSI) come anche da suor Laura Girotto che ha narrato i frutti della sua lunga presenza in Etiopia, mentre Walter Muto e Carlo Pastori, coppia di affermati musicisti, hanno portato il pubblico all’interno di una serie di canzoni dedicate al Natale.

Il momento più intenso e più partecipato della Cena 2018? Quello in cui il presidente dell’Associazione Cena di Santa Lucia, Graziano Debellini, ha ricordato che Padova è appena diventata Capitale europea della Solidarietà per il 2020, “vedendosi così riconosciuta un’anima storicamente aperta e vicina a chi è in difficoltà”. Quella stessa anima che ha fatto dire al rettore Rosario Rizzuto che questa città “è capace di cose straordinarie”.

Non mancano mai infatti di arrivare aiuti concreti dalla Cena di Santa Lucia anche sul nostro territorio. Oltre alle Cucine popolari, un’attenzione speciale quest’anno sarà rivolta alle iniziative di carità dei Frati di Sant’Antonio a Monselice.

Il gran finale della Cena ha visto protagonisti sul palco i giovani allievi della scuola di ristorazione Dieffe insieme a tutto lo staff del Ristorante Fresco, autentica colonna vertebrale della serata eno-gastronomica, presentata come negli ultimi anni dal giornalista Paolo Massobrio. Una serata a cui hanno contribuito con forniture importanti ed apprezzate grandi marchi regionali, da Bauli a Vignalta, dal Molino Rossetti a Valdo, da Orto Romi a Segafredo, la pasticceria Giotto del Carcere di Padova, con la Coldiretti che come da tradizione ha assicurato qualità e territorialità dei prodotti.