01 dicembre 2011

La cena continua a far notizia

Ecco come i principali quotidiani locali propongono l’appuntamento del 12 dicembre. Il Gazzettino con un ampio servizio di Federica Cappellato intitolato «Cena di Santa Lucia, in mille per solidarietà«. Il Corriere del Veneto sottolinea che «che ogni anno la Cena mette insieme il Veneto che conta. Il Mattino di Padova infine pubblica quasi integralmente il contributo di Giorgio Vittadini che trovate anche su questa webpage.

 

Il Mattino di Padova, mercoledì 30 novembre, p. 1, Ricominciare dalla carità per cambiare (G. Vittadini)

Torna la cena di Santa Lucia. Per Padova e tutto il Veneto l’evento si svolgerà il 12 dicembre per presentare le molte iniziative di solidarietà internazionale, in parte realizzate farmaciagenerica24 da Avsi (Associazione volontari per lo sviluppo internazionale, ong che opera dal 1972 in tutto il mondo). Come diceva don Luigi Giussani, la carità non è un gesto che si esaurisce con un’azione ultimamente estrinseca alla propria natura, che possa evitare un vero coinvolgimento di se stessi.

La carità, come gesto veramente umano, è un dono di sé commosso, per il bene di chi si aiuta e che cambia profondamente chi lo fa. Quando ci si accorge che qualcuno intorno a noi ha bisogno, ci si rende conto che quello che abbiamo non è nostro, anche quando sia stato costruito con il sudore della nostra fronte. Ci si accorge che tutto è un dono: la vita che non ci siamo dati, la salute che non è ultimamente nelle nostre mani, l’intelligenza con cui ci muoviamo nella realtà, gli affetti, l’educazione, l’istruzione, il lavoro, il benessere più o meno grande di cui godiamo.

Allora, prendere coscienza di essere donati a noi stessi ci cambia. Scopriamo che sotto l’egoismo, la cattiveria, il lamento, che non ci sono certo estranei, più grande e più potente permane in noi un cuore fatto di desiderio di bontà, giustizia, verità, che chiede solo di essere ridestato. Così, ci muoviamo per sopperire al bisogno di altri, a esempio, partendo per il Terzo Mondo, come molti missionari; oppure dando vita ad opere di carità nei più svariati campi, come mostra la storia delle nostre città; o, molto più semplicemente, dando un po’ dei nostri soldi a qualcuno impegnato in queste imprese.

Ma, commossi nel profondo, quando torniamo alle nostre attività quotidiane, non ci muoviamo più come prima: come Santa Lucia vogliamo mettere in gioco qualcosa di noi stessi, o meglio, tutto noi stessi. Riemerge così il desiderio che anche quel che è più nostro non sia solo per il nostro tornaconto, ma per il bene di tutti. Soprattutto in momenti di crisi come questo, si capisce che non è giusto attribuire la responsabilità di cambiare innanzitutto agli altri, alla politica, alla finanza, ai potenti.

Si ricomincia a capire che dobbiamo vivere quotidianamente di vera carità, di dono di noi stessi, di desiderio di bene anche nella vita e negli interessi quotidiani. Così, come recita un recente volantino di Cl dal titolo “La crisi sfida per una cambiamento”, si riscopre che questo desiderio di bene di nuovo in azione è il più potente fattore che fa rinascere ingegno, conoscenza, creatività, forza di aggregazione, speranza, nuova e più solida capacità di costruzione. Questo si può imparare partecipando alla cena di Santa Lucia. O anche solo sapendo che c’è.

(Presidente Fondazione per la Sussidiarietà)

 

Il Gazzettino di Padova, mercoledì 30 novembre, p. XXXVII, Cena di Santa Lucia, in mille per solidarietà (F. Cappellato)

Il bene torna in azione e si traduce nel più potente abbrivio che, in tempi di crisi nera innesca il cambiamento e fa rinascere ingegno, conoscenza, creatività, forza di aggregazione, speranza, nuova e più solida capacità di costruzione. Questo si può imparare partecipando alla cena di Santa Lucia, il magnifico desco imbandito dalla Compagnia delle Opere che nuovamente chiama la città a raccolta, lunedì 12 dicembre. Location, come di consueto il Centro Papa Luciani dove sono attesi oltre mille partecipanti.

Menù anti-spreco a chilometri zero, un centinaio di volontari in cucina, ai tavoli e ai parcheggi, l’impegno di tanti per un sogno comune: gridare che «Alla radice dello sviluppo c’è il fattore umano». Così recita lo slogan di quest’anno che, com’è tradizione della Santa che mette a tavola i più bei nomi della politica bipartisan, dell’imprenditoria, dell’accademia, della medicina, sarà sostanziato dai fatti. I progetti 2011 sostenuti dallo stare insieme nella serata magica dedicata alla martire, simbolo della luce che non tramonta, riguardano l’assistenza sanitaria ed educativa in Kenia, Egitto, Congo, Etiopia e ad Haiti mentre a Padova lo sforzo di aiuto economico è concentrato sulle Cucine economiche popolari, tra le principali opere caritative e sociali della Diocesi.

Ai partecipanti viene chiesto di sostenere le attività di solidarietà internazionale e locale che verranno promosse durante la Cena con un contributo minimo di 120 euro. Tutte le informazioni si possono reperire sul sito completamente rinnovato www.cenadisantalucia.it. Per le iscrizioni, rivolgersi al numero verde 800400797 o spedire un’e-mail all’indirizzo info@cenadisantalucia.it.

 

Corriere del Veneto, mercoledì 30 novembre, p. 23, La Cena di Santa Lucia Il gotha Veneto a tavola nel segno della carità

Si avvicina l’appuntamento con la «Cena di Santa Lucia», la manifestazione che ogni anno mette insieme il Veneto che conta, politica, cultura, economia, per sostenere progetti di solidarietà. Organizzata dalla Compagnia delle Opere del Nordest al Centro Congressi Papa Luciani di Padova, la «Cena di Santa Lucia» sarà il 12 dicembre e avrà come tema «Alla radice dello sviluppo, il fattore umano».

In questa edizione l’obiettivo è aiutare le Cucine Economiche Popolari di Padova, l’emergenza educazione in Kenya, le scuole del Patriarcato in Egitto, un centro educativo per bambini e ragazzi in Kenya, una scuola in Congo e la nascita dell’Università Cattolica ad Addis Abeba, oltre all’ospedale di Adwa.«I più sanno che, seguendo una tradizione medioevale, nella notte di Santa Lucia, i bambini che li avranno meritati riceveranno dei doni – spiega Giorgio Vittadini, presidente Fondazioen Sussidiarietà della Cdo – .

Meno noto ormai è il fatto che questa tradizione trova origine nel particolare martirio di Santa Lucia, avvenuto a Siracusa sotto Diocleziano e dovuto alla sua conversione al cristianesimo che la portò alla decisione di consacrarsi dopo aver convinto la madre, assai facoltosa, a devolvere tutti i beni di famiglia ai poveri. La decisione fece infuriare il promesso sposo di Lucia e i governanti di Siracusa che fecero decapitare la futura Santa.

Nel tempo, nacque la tradizione di legare alla sua memoria il gesto dei regali ai bambini in una giornata dedicata alla gratuità». Vittadini fa notare che «per tutto il Veneto la cena di Santa Lucia che si svolgerà il 12 dicembre per presentare le molte iniziative di solidarietà internazionale, in parte realizzate da Avsi (Associazione volontari per lo sviluppo internazionale, ong che opera dal 1972 in tutto il mondo), si prefigge lo scopo di rendere presente questo significato perduto. Come diceva don Luigi Giussani, la carità non è un gesto che si esaurisce con un’azione ultimamente estrinseca alla propria natura, che possa evitare un vero coinvolgimento di se stessi. La carità, come gesto veramente umano – conclude Vittadini – è un dono di sé commosso, per il bene di chi si aiuta e che cambia profondamente chi lo fa».