07 luglio 2017

“Fatti e Storie di Carità”. Focus sull’attività dell’Associazione.

Ci siamo ritrovati il 15 giugno, ospiti del Rettore del Santo P. Svanera, nella cornice antoniana dello Studio Teologico, per svolgere l’annuale assemblea dei soci. E’ stata l’occasione per fare il punto sull’attività di raccolta fondi e sulla destinazione delle elargizioni ai vari progetti e anche un momento prezioso di riflessione e rilancio delle ragioni che devono muovere il nostro impegno associativo.

In questo ci ha aiutato,  dopo l’assemblea, il convegno “FATTI E STORIE DI CARITA’” che si è svolto  per un gruppo di amici e autorità che in tutti questi anni ci seguono, custodiscono e alimentano l’evento principale della nostra attività associativa che è la Cena di Santa Lucia arrivata ormai alla 15° edizione.

Il presidente Graziano Debellini , all’inizio del convegno ha premesso, in breve, un resoconto della  CSL 2016 che si è svolta il 12 dicembre, tradizionalmente nel periodo prenatalizio, e ha raccolto l’importante cifra di oltre 150.000 euro e distribuendo a tutt’oggi già oltre 100.000 euro (vedi relazione di missione QUI)

Ha poi aggiunto  che il valore della CSL sta sempre più “… primo nel gesto di condivisione della serata e secondo in  una storia  insieme, una storia di rapporti e di amicizia.  Sono le due cose che dobbiamo custodire e durante l’anno ogni tanto ci si ritrova, ci si aiuta su singoli obiettivi, creando il massimo della solidarietà e dell’aiuto…”. Inoltre ha ringraziato e sottolineato “…l’importanza dell’aiuto gratuito dei volontari, quest’anno ben 332 persone, che hanno dedicato uno o più giorni per questo evento: è una ricchezza grandissima. In particolare sono due Cooperative che hanno dato un aiuto importante: la Dieffe e la Work Crossing che hanno messo a disposizione con grande generosità  i giovani per il servizio ai tavoli, gli adulti professionisti per il menu e l’allestimento delle Cucine realizzando una proficua collaborazione”.

Il convegno è proseguito con gli interventi di Don Dante, direttore della ONG-Onlus Medici con l’Africa Cuamm e con Giampaolo Silvestri, segretario generale della Fondazione AVSI che hanno portato una breve testimonianza della frontiera in cui sono impegnati e qual’ è il motore che li muove.

Don Dante è partito dal rapporto annuale del Cuamm per documentare l’impegno e la preferenza per l’Africa che ha determinato  “… la scelta del Cuamm non dico da sempre ma degli ultimi 30 anni e cioè quella dell’Africa, la portiamo nel nome Medici con l’Africa, perchè di tutto il pianeta abbiamo pensato di scegliere come prioritario il continente più povero e nel continente più povero le aree più povere quelle sub saharianewww.mediciconlafrica.org.

Ma poi ha approfondito lo stile che oggi caratterizza l’impegno del Cuamm anche nella necessaria modalità di comunicazione e di raccolta fondi “… siamo convinti che la “relazione” sia alla base del coinvolgimento della persona quindi crediamo molto agli incontri, alla conoscenza, agli sguardi, a una stretta di mano, all’amicizia che diventa poi condivisione di un cammino, che diventa condivisione dei valori che ti porti dentro e diventa un coinvolgimento nel bene che tenti di fare. E’ il motivo per cui con gradualità stiamo tentando di applicare questo nei territori italiani dove abbiamo medici (noi abbiamo avuto più di 1600 che per una media di tre anni/ quattro sono stati in Africa) che tornano e cercano di coinvolgere le persone. Perché crediamo anche che Gesù abbia fatto così … quindi non siamo preoccupati dei grandi numeri, siamo preoccupati delle relazioni, dei rapporti, degli incontri che facciamo con le persone… pensiamo che lo stile di Gesù sia più attrattivo, quasi giocare sul fascino che certi valori suscitano” … “ la forza di quel con, della relazione, quel cuore che cambia quando incontri un volto, una storia, una sofferenza, un problema e ti senti interpellato e ti accorgi che va oltre te”.

Giampaolo Silvestri nel suo intervento ci ha aggiornato innanzi tutto sul progetto presentato  durante la cena del 12 dicembre: Siria Ospedali aperti. Con il Cardinale Zenari e la Santa Sede l’Avsi ha messo a punto un progetto con lo scopo di ridare vita e funzionalità operativa ai tre ospedali cattolici presenti in Siria, uno ad Aleppo e due a Damasco di circa 150 posti ciascuno, che erano sottoutilizzati per i bombardamenti in corso e per la fuga del personale medico. L’aiuto più grande in questo momento è curare i feriti e fornire il servizio sanitario a tutti coloro che purtroppo oggi sono nell’indigenza . L’Avsi è partita con il progetto per dare subito un segno agli ospedali in Siria proprio grazie alla donazione della CSL nel dicembre 2016 con l’acquisto di alcune attrezzature sanitarie più urgenti. Un’altra parte del progetto è affidata come partner alla Fondazione Gemelli  e prevede la formazione del personale infermieristico e medico. Silvestri ha raccontato anche  l’impegno dell’Avsi su tutta la crisi siriana e soprattutto nei campi profughi di Libano, Iraq, Giordania: “… per questo noi insistiamo molto sul problema educativo per evitare che si perda una generazione di bambini che orami da oltre sei anni vivono in campi profughi e che queste persone possano non vivere solo di assistenzialismo ma possano utilizzare questo periodo per lavorare se possibile e per essere formati ad una professione. Stiamo organizzando ad es. un corso di agricoltura perché almeno un domani questi che sono contadini possano tornare e coltivare la loro terra. Tornare in grado di ricostruire la loro vita, il loro paese, perché la Siria è devastata ma svuotata innanzi tutto del capitale umano, di persone che davano un contributo alla vita del loro paese…”

Infine ha concluso sottolineando una modalità di cooperazione che Avsi sta cercando di attuare con un’idea di partnership molto più ampia : “…Noi crediamo molto per esempio nel ruolo che le imprese possono avere, di soggetti profit, nella cooperazione e nei soggetti pubblici cioè mettersi assieme per raggiungere meglio lo scopo. Su questo ci ha molto confortato quello che ha detto Papa Francesco a Firenze un anno fa circa quando parlando della partnership ha detto che noi cattolici la dobbiamo smettere di fare le cose tra di noi , dobbiamo aprirci agli altri perché la vera cooperazione è quando ci mettiamo insieme ad altri che sono diversi da noi per fare delle cose, non solo per fare dei discorsi, fare cose insieme che portano risultati per dare un contributo positivo … ovunque operiamo”.

Infine Debellini chiede al direttore  del Meeting di Rimini, Sandro Ricci, di darci un “avviso importante” cioè presentare l’appuntamento estivo a partire dai contenuti che abbiamo affrontato  nel convegno  e di darci una anticipazione del programma e ci ricorda di segnare in agenda la data della prossima Cena di Santa Lucia: Save the date CSL 2017 11 dicembre! Il dott. Ricci ci ricorda che al meeting ci saranno tantissime storie ed esempi da tutto il mondo e ci invita a consultare d’ora in avanti il programma sul sito www.meetingrimini.org che naturalmente è in continuo aggiornamento: “ ci saranno molti incontri che riguardano il tema del costruire ponti e abbattere i muri,  e ci sarà Mons. Tomasi che continuerà il dialogo con le esperienze religiose dei musulmani e degli ebrei, ci saranno testimonianze dirette come quelle di don Marco Pozza e sulle situazioni difficili come in Venezuela e in Siria ma per scoprire anche lì cosa si muove di positivo come raccontavano adesso Don Dante e Silvestri”

Poi propone un affondo sul tema di quest’anno: “..ha un titolo un po’ forte di J.W.Goethe “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”:  non è un meeting sul concetto di eredità è piuttosto un meeting sul ‘riguadagnare’ perché non c’è nulla di scontato nella vita e tutto ciò che abbiamo, che ci è donato, che incontriamo, non possiamo considerarlo scontato perché l’uomo non è una macchina… l’uomo ogni giorno decide liberamente del suo destino. La verità non s’impone ma vi si aderisce liberamente pertanto va riguadagnata ogni giorno perché quello che non si riguadagna con libertà non esiste, l’automatismo non è per l’uomo… allora …il Meeting è una grande occasione per alzare la testa dal quotidiano dal 20 al 26 agosto alla Fiera di Rimini:  è aperto dalle 10.30 del mattino fino alle 24.00 si può stare una giornata o fermarsi più giorni,  ci sono spazi per i bambini per le famiglie, partecipare ai convegni, visitare mostre, vivere l’emozione degli spettacoli, mangiare insieme…  è un momento di vita e vi invito a venire. Vi aspettiamo!