21 ottobre 2020

Allargando lo sguardo. La speranza accanto a chi ha bisogno.

CAMPAGNA TENDE AVSI 2020/21

L’altro che incrociamo potrebbe contagiarci, o forse noi lui. È una strana incertezza quella che respiriamo ogni giorno, durante questa pandemia che non vuole darci tregua.

Ovunque risuona la richiesta di mantenere le distanze di sicurezza per tutelarci a vicenda. Un invito così martellante che sta entrando nelle nostre fibre, fin quasi ad alimentare la tentazione di chiuderci a riccio, di chinare lo sguardo quasi inconsapevolmente, come se così potessimo difenderci meglio.

È contro questa tentazione disumanizzante che torna la proposta della nuova Campagna Tende e suona come un promemoria: vigiliamo sulla sicurezza nostra e degli altri, ma non smettiamo di tenere lo sguardo alto e aperto per lasciarci sorprendere, per abbracciare la realtà in tutta la sua ricchezza. Non perdiamo la possibilità – per distrazione o timore di esporci – di vedere e ascoltare quei gesti, quelle parole e testimonianze che ci provocano a una consapevolezza sempre nuova del nostro stare nel mondo.

Solo allargando lo sguardo, aperti alla meraviglia, possiamo cogliere il bisogno di chi ci è accanto, che spesso scopriamo sorprendendoci identico al nostro, e insieme provare a rispondere, vivendo una solidarietà che si chiama carità e dà senso al nostro andare.

 

La campagna 2020-2021 di AVSI è decisa a trarre da questo tempo inedito nuovo slancio: si propone come opportunità di esserci, presenti e operosi, accanto a chi ha bisogno ancora di più oggi che nei suoi quasi 50 anni di storia. Più il tempo si fa sfidante, emergenziale, più chi lavora per lo sviluppo incentrato sulla dignità della persona si sente chiamato in causa.

Quella parola “accanto” è il perno del nostro percorso: esprime l’idea di una prossimità rispettosa, ma di stoffa resistente. Non è misurabile con il metro, perché è fatta di una relazione nuova. La sua consistenza risiede nel rapporto personale che si stabilisce tra un io e un tu, nella capacità di riconoscersi a vicenda, di ascoltare i bisogni gli uni degli altri fino a mettersi a disposizione, ad agire per trovare soluzioni. Sia tra persone che vivono nella stessa città (oggi il numero dei nuovi poveri in Italia cresce e preoccupa), sia tra chi invece viva da un capo all’altro del mondo, questo tipo di prossimità è possibile, non si interrompe ai confini, li attraversa quasi avvicinandoli, e apre alla speranza. Quella speranza che oggi tutti, circondati da così tanta incertezza, desideriamo per noi.
Certo oggi, con tutte le regole che siamo chiamati a rispettare, ci sarà bisogno di un surplus di creatività per inventare modi per mobilitarci in sicurezza e raccogliere fondi per i nostri progetti, ma questa non ci mancherà. Il dialogo reciproco, la conoscenza dei progetti, l’ascolto delle voci dei protagonisti come Mireille e i suoi ragazzi di strada del Camerun ci aiuteranno.